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N.I.O.N.Presentazione
Giancarlo Schiaffini trombone, tuba “Dove si trova in Europa e, a questo punto, nel mondo un’ orchestra jazz che abbia questa pienezza calda di suono, questa pronuncia passionale, questa vitalità drammatica dei richiami al blues e all’Africa (e, idealmente ma concretamente, alle tragedie sociali del pianeta? Non si trova...” (Mario Gamba, Il Manifesto 30 luglio 2010).
Il progetto “NION, Not In Our Name” (non in nostro nome) s’ispira alla Liberation Music Orchestra di Charlie Haden e Carla Bley e intende focalizzare l’attenzione sulle culture dei paesi in cui i diritti umani vengono quotidianamente calpestati. Il pianista Claudio Cojaniz, autore delle musiche e conduttore dell’ensemble, ha lavorato su tracce africane ed asiatiche, ma non per questo verrà negato spazio alle singole sensibilità improvvisative. Si tratta in definitiva di un vero e proprio “supergruppo”, che mette insieme un protagonista del primo “free–jazz” italiano, Giancarlo Schiaffini, musicisti della generazione di mezzo, affermatisi negli anni ’80, come lo stesso Cojaniz e Romano Todesco, ma anche alcuni fra i migliori esponenti del nuovo jazz, sia “nostrano”, come nel caso di Francesco Bearzatti, Zeno De Rossi, Danilo Gallo, Luca Grizzo e Maria Vicentini che internazionale. Alludiamo al violinista rumeno Alexander Balanescu, artista visionario e coinvolgente. “N.I.O.N.” vuole dispiegare il suo canto soprattutto per l’Africa, ma anche per il resto del mondo, perché tutti gli uomini possano godere degli stessi diritti e delle stesse risorse, e lo vuole fare senza rubare melodie o ritualità di nessun tipo, come s’è fatto per troppo tempo, per una visione culturale troppo “eurocentrica”, ma invece rispettando le differenze, consci del fatto che “veniamo tutti da lì” (la grande Madre Africa). Si è pensato quindi di individuare alcune zone musicali, dove ogni peculiare caratteristica od atmosfera possa essere ricondotta a quella millenaria ricca tradizione. La partitura si divide in dieci momenti, diversi per intensità e ritmo, ma capaci di ricongiungersi in una storia coerente, in una narrazione originale ma legata alla grande tradizione, madre di tutte le avanguardie. L’obiettivo è superare l’ammiccamento etnico, presente in molti simili contesti. I solisti dovranno giostrarsi tra le parti scritte e, carpendone lo scopo, proseguire collettivamente in una continua re–invenzione. Ciò affinché risulti chiaro il progetto ma anche, insieme, lo stesso possa rigenerarsi ogni qualvolta venga rappresentato. La musica non può essere solo intrattenimento e spettacolo, ma deve esprimere valore nel sentimento, e nella solidarietà: deve conquistare dignità di testimonianza e pensiero. Le più importanti riviste di settore hanno segnalato Howl Claudio Cojaniz & N.I.O.N. Orchestra | Caligola Records - distr. IRD (2010) tra i migliori dischi del 2010. I musicisti che compongono il nonetto sono stati inseriti nelle principali classifiche 2010 per le categorie migliori musicisti, gruppi, nuovi talenti e dischi dell’anno da critici italiani di quotidiani e riviste jazz. |