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Udin&Jazz for Gaza

Lunedì

8

Luglio

2024

18:00

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2024

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Parco Moretti - UDINE

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Udin&Jazz for Gaza

Lunedì 8 luglio 2024
ore 18:00 – Udine, Parco Moretti

Concerti e jam session finale a sostegno di Medici Senza Frontiere


BRUNO ROMANI & BANDA DELLE FORZE DISARMATE
War widows war orphans

Bruno Romani | flauto, piano, voce
Giuseppe Nannini | sax tenore
Hilary Binder | batteria, voce
Giulio Marino | basso

Durante i “favolosi” (e un po’ plasticosi) Anni ’80, mentre tutti sceglievano o la musica “colta” o l’underground, il sassofonista udinese classe 1960 Bruno Romani si metteva in una posizione “diversa”. La band da lui fondata nel 1983, i Detonazione, è stato infatti uno dei primi e forse il migliore esempio di “no wave” in Italia, ma anche di post-punk. Dopo aver inciso un paio di album e una serie di singoli – al netto degli inediti postumi, con ospiti davvero “a sorpresa” – e aver partecipato nel 1984 alla prima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo a Barcellona, a fine decennio ha chiuso quel progetto. Ma ha continuato ad accogliere tutte le possibilità offerte dal jazz contemporaneo, sia come leader di formazioni a dimensione variabile, che al fianco di grandi artisti, anche di area pop e dintorni. Vincitore di diversi concorsi nazionali, instancabile esploratore di un jazz avant-garde senza confini né definizioni, in cui mescola diversi stili e influenze anche lontani, dall’elettronica alla contemporanea, negli ultimi anni ha fondato il Monteggiori Ensemble. Un ensemble che suona sotto la direzione di diversi compositori, alternando improvvisazione alla musica scritta, portando però avanti anche il suo eclettico Organic Crossover Group. L’ultima “creatura” è la Banda delle Forze Disarmate, o Banda Disarmata: un progetto mosso da una forte identità pacifista.


ZANUTTINI KAUČIČ
Peace in Space

Flavio Zanuttini | tromba, gong ed effetti
Zlatko Kaučič | batteria, percussioni

Due generazioni a confronto, due “scuole” e background diversi per due musicisti che in passato si erano già incrociati per collaborare assieme a diversi progetti. Il primo incontro del trombettista friulano e del batterista sloveno in duo è avvenuto in studio di registrazione nell’aprile 2023.

Flavio Zanuttini, trombettista votato alla ricerca e all’improvvisazione libera, a una sperimentazione senza connotazioni di genere, da anni ormai porta avanti una ricerca sulle risonanze dei gong sollecitati dal suono della tromba, unendole all’uso dell’elettronica. Due i dischi finora pubblicati per tromba sola, uno in trio, uno in solo elettroacustico, oltre a decine di altri lavori come co-leader o sideman.

L’approccio alla batteria e percussioni di Zlatko Kaučič, nato a Postumia nel 1978, autore di oltre 60 lavori discografici e con moltissimi riconoscimenti sia in patria sia all’estero, si è unito in modo sinergico creando un’ambientazione spaziale intitolata “Peace in Space”. Nell’album in uscita l’8 luglio per l’etichetta romana Folderl Records, tutte le tracce richiamano nomi di operazioni spaziali che hanno avuto luogo grazie a collaborazioni internazionali. Come se lo spazio fosse l’unico posto dove ci sia sempre stata pace tra le nazioni: e in effetti è così, visto che anche oggi, nonostante i conflitti in atto e il clima di forte tensione, Usa e Russia lavorano assieme a bordo della Stazione Spaziale Internazionale..


CLAUDIO COJANIZ & ALESSANDRO TURCHET
Madeleine

Claudio Cojaniz | pianoforte
Alessandro Turchet | contrabbasso

Per Claudio Cojaniz, improvvisatore “colto” con studi classici, “Madeleine” è il diciottesimo disco da leader per l’etichetta veneta Caligola Records. Una fruttuosa collaborazione iniziata nel 2004 con “War Orphans”, registrato in duo con il trombonista Giancarlo Schiaffini. Esattamente vent’anni dopo, il vulcanico pianista, organista e compositore, caratterizzato da un tocco autorevole ed essenziale, sempre lontano dall’estetismo un po’ lezioso, torna al duo. Una delle sue formazioni preferite di sempre (vedi i lavori con Francesco Bearzatti, Franco Feruglio…), in una carriera poliedrica che ormai sfiora i
quarant’anni di attività.

Per l’occasione è accompagnato dal sempre più autorevole contrabbasso di Alessandro Turchet, molto più giovane di lui, con cui sta suonando ormai da più di un decennio, sia in trio che in quartetto. Un musicista e anche didatta che ha studiato con Piero Cescut, Romano Todesco, Franco Feruglio, Marc Abrams, punto di riferimento centrale per il jazz regionale, presente ormai in più di un centinaio di incisioni. Il nuovo album di quello che è considerato, e non soltanto per il ricchissimo curriculum, uno dei più importanti ed originali esponenti della scena jazz italiana, presenta sette brani originali, oltre a una nuova interpretazione di “Round Midnight”, tra echi del maestro Thelonious Monk e quelli sempre presenti della Grande Madre Africa, amore mai dimenticato.

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