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I ragazzi e le ragazze del PCTO, volontari a Udin&Jazz, propongono di seguito i loro redazionali sugli Aperitivi Jazz!
Qui di seguito la loro rubrica giornalistica sugli incontri a cura della redazione di Radio Cactus, la radio di studenti e studentesse che si nutre d’arte, di curiosità, di domande e che … finisce sempre in musica!

Grazie di cuore a tutti i generosi ospiti e ai giornalisti (Andrea Ioime, Max De Tomassi, Flaviano Bosco) che hanno collaborato con le loro competenze e con la loro anima jazz alla riuscita di questi incontri.
E grazie – da parte del Festival – agli studenti e volontari, che con le loro domande, durante i colloqui, hanno aperto grandi sguardi in avanti!

 

Giovedì 9 luglio
Stay Human: colori, jazz e altre musiche.

In occasione del festival “Udin&Jazz”, Euritmica organizza degli aperitivi tematici, nella tarda mattinata, con alcuni ospiti del Festival.
Giovedì 9 luglio – primo giorno del Festival – all’Osteria alla Ghiacciaia, da sempre partner di Udin&Jazz, Lorena Favot (cantante), Rudy Fantin (tastierista e arrangiatore) e Valter Sivilotti (direttore d’orchestra) hanno dialogato di musica, condotti dal giornalista Andrea Ioime.

L’incontro si è aperto con un confronto riguardante i generi che hanno contaminato il jazz e ha spaziato attraverso riflessioni profonde per arrivare al ruolo dell’intelligenza artificiale come “granello che rompe l’ingranaggio” dell’evoluzione della musica. Spiega Fantin: “se in una pinacoteca sono le stesse immagini dei quadri a far fermare il visitatore, nella musica è l’empatia quella che incanta l’ascoltatore”. Ma un algoritmo è in grado di entrare in sintonia con le emozioni umane?

Altro tema della conversazione è stato il colore: immagine dei sentimenti ed espressione dell’anima. Abbiamo chiesto agli ospiti quale colore attribuirebbero al jazz e le risposte sono state le più diverse: “Curiosità”, “Viola” e “Prisma di colori”. Quest’ultimo è stato citato da Lorena Favot, che a Udine interpreta brani di Joni Mitchell; un’autrice che nel colore ha trovato una precisa chiave di espressione musicale.

Quali saranno i prossimi temi che verranno discussi agli Aperitivi Jazz? Vi invitiamo a scoprirlo il prossimo lunedì 13 luglio, alle 12:00 presso l’infopoint Udin&Jazz (Ex Combattenti, Piazza XX Settembre).

 

Lunedì 13 luglio
Jazz e cinema: musica e immagini in dialogo
Il coraggio del cinema muto

Il coraggio del cinema muto

Lunedì 13 luglio, in occasione della trentaseiesima edizione del Festival Udine&Jazz si è svolto il secondo appuntamento degli aperitivi jazz. Gli ospiti sono stati Juri Dal Dan, direttore della Zerorchestra autore della colonna sonora di The General di Buster Keaton (oggetto del concerto serale), e Gaspare Pasini, sassofonista e Presidente di Zerorchestra. Moderatori del dialogo di nuovo Andrea Ioime, critico musicale e giornalista de Il Friuli e Radio Onde Furlane, e Max De Tomassi, giornalista di Rai Radio 1. Ha partecipato all’incontro anche la redazione di Radio Cactus, emittente degli studenti Udinesi che prende regolarmente parte ai progetti di Euritmica.

Il tema introduttivo è stato il lavoro che svolge la Zerorchestra, che nasce nel 1995 e si dedica da subito alla musica del vivo per il cinema muto. Il primo lavoro dei musicisti pordenonesi è stato The Cameraman (1928) sempre di Buster Keaton, regista tra i più importanti del primo Novecento e molto caro all’orchestra.
Il concerto in previsione al Giardino Loris Fortuna nell’ambito del Festival sarebbe dovuto essere dedicato, appunto, proprio a Keaton e al suo The General. Un temporale ha purtroppo impedito la realizzazione … ma verrà senz’altro riproposto.

l primo argomento affrontato durante l’incontro ha esaminato le difficoltà nella realizzazione delle musiche di un film muito. Se nel cinema con i dialoghi la musica riempie i silenzi, o accompagna dei dialoghi, nel cinema muto è fondamentale, invece, seguire il ritmo delle scene, le espressioni degli attori, i tempi delle azioni. “Scrivere la colonna sonora di un film muto è come scrivere su un foglio bianco”, commenta lo stesso Juri Dal Dan.

Successivamente, si è parlato del rapporto storico tra immagini e musica riferendosi ai video clip, nati negli anni Ottanta come vere e proprie piccole produzioni cinematografiche. Oggi la funzione del video ha cambiato ruolo: la soglia di attenzione della fruizione si è abbassata moltissimo e il mercato ha imposto regole diverse, più consumistiche. I video di oggi hanno una durata sempre più breve e sono ormai privi di narrazione.

Il dialogo tra musica e immagini è stato stravolto anche dall’arrivo dell’intelligenza artificiale. “Siete preoccupati che l’AI possa sostituire l’uomo nei processi artistici?” è stata una delle domande agli ospiti.
Juri Dal Dan ha risposto che, in primo luogo, è sbagliato chiamarla intelligenza – quella artificiale; l’intelligenza è un elemento esclusivamente umano. L’elemento artificiale non potrà mai eguagliare l’umanità, la sua emotività, le sue emozioni. I giovani sono i primi a dover riconoscere cosa sia autentico e cosa no.

Anche Gaspare Pasini – che alla fine dell’incontro ha raccontato con entusiasmo la grandezza del film – si è dichiarato allarmato per il futuro delle nuove generazioni, soprattutto per il rapporto con i contenuti digitali di cui usufruiscono.

Max De Tomassi ha concluso elogiando il lavoro della Zerorchestra: “Quello che fa la Zerorchestra per me è folle, un atto di coraggio. Loro realizzano una cosa che apparentemente non ha speranza di esplodere: ed è proprio questa la loro vera forza. Non c’è una ricerca del profitto, c’è solo la voglia di esprimere la propria visione”.

Il prossimo aperitivo si terrà giovedì 16 luglio all’Osteria alla Ghiacciaia, e avrà tema “Tradizioni popolari e nuove forme della musica”.


Giovedì 16 luglio
“Tradizioni popolari e nuove forme della musica”

Giovedì 16 luglio, presso l’Osteria Alla Ghiacciaia, a Udine, in occasione della 36esima edizione del festival Udin&Jazz, si è tenuto il terzo degli Aperitivi jazz, un momento informale aperto al pubblico di dibattito tra giornalisti, musicisti e studenti.

Il tema della conversazione è stato “Tradizioni popolari e nuove forme della musica”. A conversare erano Denise Dantas (cantante brasiliana trasferitasi in Italia), Egon Bostjancic (chitarrista sloveno), Flaviano Bosco (critico musicale di InstArt), Andrea Ioime (giornalista di Radio Onde Furlane), Max De Tomassi (conduttore di Rai Radio 1).

Denise Dantas ha cominciato la conversazione raccontando del Brasile, un Paese che ha orgogliosamente definito come “uno sbaglio che ha funzionato”. Il Brasile è il frutto di un mix di etnie che ha prodotto una cultura musicale molto riconoscibile. Con Denise, quindi, la musica brasiliana ha incontrato la musica popolare italiana, come quella friulana. A proposito di questo sono state illustrate alcune differenze che intercorrono tra la musica originaria del suo Pese e quella del nostro territorio. La musica friulana è eseguita a partire da una metrica popolare basata su un tempo binario o ternario. La musica brasiliana nasce da una struttura sincopata, con due ritmi popolari caratteristici: il samba e la bossa nova. Denise, vista la sua esperienza creativa, fa notare con gioia come veramente sia possibile fondere generi musicali anche molto diversi. La cantante brasiliana ha voluto regalare un’immagine poetica dell’incontro tra musiche diverse: i generi musicali sono come dei fiumi che sfociano tutti nell’unico grande mare della musica.

A proposito del tema del festival, “Stay human”, altro argomento della chiacchierata è stato il ballo, da sempre l’elemento più umano della musica popolare. Il chitarrista Egon Bostjancic fa presente che oggi la musica commerciale, anche quella da discoteca, in realtà risulta poco ballabile, per la scarsa originalità e per l’omologazione che rende molte proposte tutte troppo simili. È  per questo che Egon rivela che oggi ritrova l’elemento umano soltanto nella musica dal vivo (… meglio se brasiliana!).

Denise Dantas si è detta comunque speranzosa, e ha invitato i presenti all’aperitivo a prendere esempio dalla cultura brasiliana: dobbiamo ridare alla speranza un posto dignitoso e centrale nelle nostre canzoni, proprio come lo ha nella tradizione musicale brasiliana, perché la musica è lo strumento più efficace per “sopravvivere col sorriso”.

Vi aspettiamo per il prossimo aperitivo jazz venerdì 17 luglio, alle ore 12, presso la Ghiacciaia.

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Ragazzi e ragazze PCTO con Baba Sissoko
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